venerdì 25 settembre 2009
Cosa mi sono persa
Volevo andare a Pitti Fragranze, ma un attacco allergico senza pietà me l'ha impedito. MALEDETTA AMBROSIA!!! ERBACCIA CHE SERVE SOLO A FARMI STARE MALE!!!
In questo splendido video di Alessandro Calderoni, qualcosa di quello che mi sono persa:
Per fortuna, Bergamotto e Benzoino sta pubblicando una serie di articoli molto interessanti sull'evento, così recupero un po'.
In questo splendido video di Alessandro Calderoni, qualcosa di quello che mi sono persa:
Per fortuna, Bergamotto e Benzoino sta pubblicando una serie di articoli molto interessanti sull'evento, così recupero un po'.
lunedì 14 settembre 2009
La nascita di un profumo divino
Negli esseri umani, l'esito dell'accoppiamento tra un uomo orrendo e una donna appena appena decente è normalmente quello che vedete nella foto a destra. 

Ma l'unione di due profumi ha prodotto l'incredibile: il frutto della miscela tra le note del maschile Exale (0), il cui nome suggerisce giustamente di espirare, per evitare di sentire il fetore di stalla, con quelle del banalissimo femminile Inhale (*) è Breath of God (*****), un aroma divino di agrumi, cuoio, legno di cedro, fiori, frutti e incenso di templi orientali.
Sembra incredibile che questa meraviglia nasca dalla sovrapposizione degli altri due, è come se il ragionier Fantozzi e la signora Pina, invece che Mariangela, avessero partorito Indiana Jones (a sinistra), in tutto il suo splendore, cultura e voglia d'avventura.
Miracoli di questo tipo, nel mondo degli odori, sono abbastanza frequenti. Per esempio lo zibetto, estratto dalle ghiandole anali di un animale simile a un felino, c
he vive in Africa e in Asia, da solo, puzza come un distillato di lettiera di gatto. Insieme ad altre essenze, dà vita a profumi meravigliosi come Chanel n°5 (****). In realtà, oggi, la maggioranza delle industrie di aromi utilizza una perfetta riproduzione sintetica, preservando i poveri zibetti dalla crudeltà umana.
Sembra incredibile che questa meraviglia nasca dalla sovrapposizione degli altri due, è come se il ragionier Fantozzi e la signora Pina, invece che Mariangela, avessero partorito Indiana Jones (a sinistra), in tutto il suo splendore, cultura e voglia d'avventura.
Miracoli di questo tipo, nel mondo degli odori, sono abbastanza frequenti. Per esempio lo zibetto, estratto dalle ghiandole anali di un animale simile a un felino, c
he vive in Africa e in Asia, da solo, puzza come un distillato di lettiera di gatto. Insieme ad altre essenze, dà vita a profumi meravigliosi come Chanel n°5 (****). In realtà, oggi, la maggioranza delle industrie di aromi utilizza una perfetta riproduzione sintetica, preservando i poveri zibetti dalla crudeltà umana.Il creatore di Breath of God, Simon Constantine, che ho avuto il piacere di incontrare durante la scorribanda londinese, spiega l'origine del nome del suo capolavoro: "ho scoperto che l'incenso contiene alcuni ferormoni presenti anche nell'alito umano. Quando viene bruciato è come se il respiro di Dio aleggiasse sui fedeli".
Simon, insieme suo padre Mark, il fondatore di Lush, ha creato la linea cosmetica B Never Too Busy To Be Beautiful, a cui appartengono Breath of God, il femminile Cocktail (**), dall'aroma morbido di vecchi rossetti, lo stravagante Ladyboy, un mix di alghe, banana e violetta (**) e altre interessanti combinazioni olfattive.
Forse perché trasuda amore per gli animali, Breath of God è molto apprezzato anche dalla mia gatta Minerva, vche mi fa le fusa quando lo indosso. Per motivi etici, i Constantine, infatti, usano solo ingredienti vegetariani, forniti da aziende che non fanno test sugli animali e, se possono, comprano da produttori equosolidali. Questo procura molti clienti tra i vegetariani ei vegani, ma limita parecchio le possibilità di scelta: niente essenze naturali dal potente richiamo sessuale come lo zibetto, il castoreum, che è un mix di secrezioni e urina con cui i castori marchiano il territorio o il muschio, che non va confuso con il muschio di quercia, anch'esso usato in profumeria, ma è prodotto da una ghiandola situata sul ventre di un piccolo cervo che vive nelle zone più fredde dell'Asia. Anche procurarsi i surrogati sintetici non è semplicissimo, visto che i più importanti produttori di aromi artificiali li testano sugli animali. Per lo stesso motivo, niente molecole innovative come il calone, che riproduce l'odore del mare. Il profumiere animalista è come un compositore costretto a usare una sola ottava del pianoforte.
In più, come ha raccontato Mark Constantine, non sempre il messaggio che il creatore vuol comunicare con la fragranza raggiunge il destinatario previsto: "1000 Kisses Deep (***) è ispirato ai trent'anni di amore e felicità che ho vissuto con mia moglie. Lei lo porta di rado. In compenso, se l'e comprato Britney Spears."
Forse perché trasuda amore per gli animali, Breath of God è molto apprezzato anche dalla mia gatta Minerva, vche mi fa le fusa quando lo indosso. Per motivi etici, i Constantine, infatti, usano solo ingredienti vegetariani, forniti da aziende che non fanno test sugli animali e, se possono, comprano da produttori equosolidali. Questo procura molti clienti tra i vegetariani ei vegani, ma limita parecchio le possibilità di scelta: niente essenze naturali dal potente richiamo sessuale come lo zibetto, il castoreum, che è un mix di secrezioni e urina con cui i castori marchiano il territorio o il muschio, che non va confuso con il muschio di quercia, anch'esso usato in profumeria, ma è prodotto da una ghiandola situata sul ventre di un piccolo cervo che vive nelle zone più fredde dell'Asia. Anche procurarsi i surrogati sintetici non è semplicissimo, visto che i più importanti produttori di aromi artificiali li testano sugli animali. Per lo stesso motivo, niente molecole innovative come il calone, che riproduce l'odore del mare. Il profumiere animalista è come un compositore costretto a usare una sola ottava del pianoforte.In più, come ha raccontato Mark Constantine, non sempre il messaggio che il creatore vuol comunicare con la fragranza raggiunge il destinatario previsto: "1000 Kisses Deep (***) è ispirato ai trent'anni di amore e felicità che ho vissuto con mia moglie. Lei lo porta di rado. In compenso, se l'e comprato Britney Spears."
Purtroppo i negozi di B Never Too Busy To Be Beautiful sono solo a Londra, Vienna e Tokio. Breath of God (55 euro circa per 50 ml, con in omaggio un ventaglio/diffusore di seta nera) e tutti gli altri profumi della linea, compresi, se volete farvi del male, anche Inhale ed Exale, si possono comprare attraverso il sito. Ma io lo sconsiglio: poiché sono molto ricchi di essenze naturali, variano in modo sorprendente, in senso sia negativo che positivo, sulla pelle di chi li indossa. Almeno, ordinate e testate prima un set di campioncini (circa 30 euro per la serie completa).
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sabato 5 settembre 2009
Resoconto missioni
Missione 1: ritrovare Amazone (****) COMPIUTA
Questa è stata facile: come mi aspettavo, è in vendita nel reparto Haute Parfumerie di Harrod's a Londra. Risentire qua
sto profumo dopo più di trent'anni è stato un po' deludente. Il senso di profonda consolazione che provavo a quattro o cinque anni, annusando un campioncino di Amazone, per combattere la nausea durante i viaggi in macchina, non c'è più. Però resta un gran buon profumo, vitale e femminile, che, volendo, in Italia si può comprare online.
Il reparto al quinto piano di Harrod's è una specie di regno della profumeria di nicchia, creato e governato dal grande esperto di profumi Roja Dove. I commessi, competentissimi, sono tanto gentili da far sedere la cliente su un divano in stile orientale e portarle le strisce di carta con i profumi da annusare, se è stanca dopo una giornata di pellegrinaggio per gli altri templi londinesi dell'olfatto. Conoscono le note contenute in ciascun profumo, le famiglie olfattive e sanno far scoprire a ogni le persona i propri gusti in fatto di odori. Io ero in cerca di un fruttato gioioso, una versione di alto livello di Dewberry (***) che, purtroppo, dopo qualche ora sulla pelle rivela la propria natura cheap. Purtropo non c'era nulla del genere. L'unica cosa che si avvicinava, grazie all'allegria dell'arancio, è Enslaved (****), creato da Roja Dove in persona. Ma costa 800 sterline e una cifra cosìm l'avrei spesa forse solo per una vera fragranza da reato.
Al piano terra, c'è un normale reparto profumeria, con tutti i marchi di lusso possibili, diviso saggiamente in due saloni, uno per i cosmetici e uno per le fragranze. Rispetto ai grandi magazzini italiani, la scelta è molto più vasta e il personale di una cortesia inquietante, fanno finta di essere contentissimi se una sniffa tutto e non compra niente. Immagino che, se una volta chiuso il negozio, hanno un momento di sfogo, in cui prendono a cazzotti un sacco da pugile con su scritto "pennyless client".
Ho provato i due profumi creati da Bond n°9 per Harrod's (***), puro lusso imbottigliato, Petite Robe Noire (**) di Guerlain, che mi ha deluso: la liquerizia, in un femminile abbastanza noioso, sembra un fiocchetto in un materiale strano, tipo la gomma, attaccato a un banalissimo tubino nero, tanto per farlo sembrare un po' più originale.
Missione 2: provare Pon Farr. FALLITA MISERAMENTE
Ho girato sia le profumerie di Londra, dove mi hanno detto che Pon Farr è un articolo da merchandising store, e i merchandising store tipo Forbidden Planet, dove mi hanno guardato come un'aliena. E non nel senso che speravo io.
Questa è stata facile: come mi aspettavo, è in vendita nel reparto Haute Parfumerie di Harrod's a Londra. Risentire qua
sto profumo dopo più di trent'anni è stato un po' deludente. Il senso di profonda consolazione che provavo a quattro o cinque anni, annusando un campioncino di Amazone, per combattere la nausea durante i viaggi in macchina, non c'è più. Però resta un gran buon profumo, vitale e femminile, che, volendo, in Italia si può comprare online.Il reparto al quinto piano di Harrod's è una specie di regno della profumeria di nicchia, creato e governato dal grande esperto di profumi Roja Dove. I commessi, competentissimi, sono tanto gentili da far sedere la cliente su un divano in stile orientale e portarle le strisce di carta con i profumi da annusare, se è stanca dopo una giornata di pellegrinaggio per gli altri templi londinesi dell'olfatto. Conoscono le note contenute in ciascun profumo, le famiglie olfattive e sanno far scoprire a ogni le persona i propri gusti in fatto di odori. Io ero in cerca di un fruttato gioioso, una versione di alto livello di Dewberry (***) che, purtroppo, dopo qualche ora sulla pelle rivela la propria natura cheap. Purtropo non c'era nulla del genere. L'unica cosa che si avvicinava, grazie all'allegria dell'arancio, è Enslaved (****), creato da Roja Dove in persona. Ma costa 800 sterline e una cifra cosìm l'avrei spesa forse solo per una vera fragranza da reato.
Al piano terra, c'è un normale reparto profumeria, con tutti i marchi di lusso possibili, diviso saggiamente in due saloni, uno per i cosmetici e uno per le fragranze. Rispetto ai grandi magazzini italiani, la scelta è molto più vasta e il personale di una cortesia inquietante, fanno finta di essere contentissimi se una sniffa tutto e non compra niente. Immagino che, se una volta chiuso il negozio, hanno un momento di sfogo, in cui prendono a cazzotti un sacco da pugile con su scritto "pennyless client".
Ho provato i due profumi creati da Bond n°9 per Harrod's (***), puro lusso imbottigliato, Petite Robe Noire (**) di Guerlain, che mi ha deluso: la liquerizia, in un femminile abbastanza noioso, sembra un fiocchetto in un materiale strano, tipo la gomma, attaccato a un banalissimo tubino nero, tanto per farlo sembrare un po' più originale.
Missione 2: provare Pon Farr. FALLITA MISERAMENTE
Ho girato sia le profumerie di Londra, dove mi hanno detto che Pon Farr è un articolo da merchandising store, e i merchandising store tipo Forbidden Planet, dove mi hanno guardato come un'aliena. E non nel senso che speravo io.
mercoledì 26 agosto 2009
Vado a Londra!

Domani parto per Londra perché il 28 agosto c'è il Basenotes official lunch. In pratica è un raduno di perfumista (versione olfattiva della fashion victim, condizione patologica inspiegabilmente trascurata dal DSM IV) di tutto il mondo. Visteremo il mitico reparto Haute Parfumerie di Harrods, forse guidate da Roja Dove in persona, Be Never Too Busy to Be beautifull, lo spin-off cosmetico di Lush, Les Scenteur, Ormonde Jayne e molte altre mitiche profumerie di Londra. Sicuramnte, che il tour ufficlale lo preveda o no, farò un salto da Jo Malone, per annusare quei profumi che, a causa di una politica di marketing veramente demenziale, non sono ancora stati importati in Italia.
Quando torno, domenica 30, vi farò un resoconto dettagliato dell'evento e delle due mie missioni personali:

1) Ritrovare Amazone (****), il primo profumo di cui mi sono innamorata, perché mia madre ne aveva un campioncino e me lo faceva annusare durante i viaggi in macchina. Ovviamente era la versione originale del 1974, ma apre che anche quella attualmente in commercio, riformulata nel 1993, sia piuttosto buona.
2) Ancora più importante, provare Ponn Farr, un profumo ispirato a Star Trek e soprattutto a Spock, l'eroe più sexy e affascinante e adorabile mai partorito dalla mente di uno sceneggiatore di telefilm. Anzi, visto che è un profumo femminile, ispirato a me in versione Tporc, la donna che Spock logicamente dovrebbe scegliere come propria compagna.
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Esperimenti sugli animali
A richiesta di Prisca, ripubblico un post che avevo scritto qualche mese fa sul mio altro blog, quello dedicato al cazzeggio generale, con l'aggiunta di una foto che documenta lo stato alterato della vittima dopo l'esperimento:Ho fatto annusare alla mia gatta Minerva i profumi che Silvio Levi mi ha fatto conoscere durante le sue Conversazioni sul mondo del profumo, tanto per vedere le reazioni di un olfatto felino. Ho cominciato con Let me play the lion (***), per via del nome felino. Minerva l'ha annusato, poi ha allontanato il musetto, ha giocato un po' con la cartina, si dev'essere resa conto che non è commestibile, ha perso interesse e si è dedicata a lavarsi. Ho provato a metterle sotto il naso, una alla volta, tutte le altre cartine. Indifferenza totale. Al massimo, se proprio le avvicinavo molto, mi guardava scocciata, come per dire: "Che cavolo di esperimenti fai? Sono un gatto, mica una cavia!", si è persino addormentata. Infine ho tirato fuori L'Antimatière (****). Minerva ha tirato su la testa di colpo, con gli occhioni verdi sbarrati, le orecchie dritte, annusava l'aria in tutte le direzioni, senza capire da dove venisse quell'odore. Si è messa a fissare un punto, nel vuoto, come fanno i gatti ogni tanto. è per questo che si dice vedano i fantasmi. E se L'Antimatière fosse l'odore di uno spettro?
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mercoledì 8 luglio 2009
Profumo di noia. Profumo di gioia

"Frutto della Collaborazione tra Olivier e Erwin Creed, Acqua Fiorentina è l'interpretazione data dalla squadra padre-figlio dell'epoca della 'rinascita' , che ha avuto un effetto di enorme portata sull'arte, la letteratura e l'istruzione della Civiltà Occidentale". Così il comunicato stampa di Creed annuncia l'ultima fragranza prodotta dalla casa francese.
Viene da immaginare l'odore di Lorenzo de' Medici e delle dame della sua corte: corpi giovani, lavati alle terme della Porretta e cospersi di acqua di rose, essenza d'iris distillata dai frati di Santa Maria Novella, il rosmarino dell'acqua della Regina D'Ungheria, magari qualche primo esperimento con il bergamotto e la lavanda, che avrebbe poi dato origine all'Acqua di Colonia. E poi ci sarà stato l'odore caldo dei cavalli, il profumo cuoiato delle pergamene nuove e quello degli antichi codici, recuperati dalle biblioteche dei conventi, un po' ammuffiti e intrisi d'incenso. E ci si sorprendeva per gli strani vapori di zolfo, salnitro e altre diavolerie usate dagli alchimisti, forse c'era anche qualche tentativo di distillare nuove essenze, portato avanti da un giovanotto originale che si chiamava Leonardo e veniva dal paese di Vinci .
Suggestioni olfattive di questo livello e qualità avrebbero potuto portare a un profumo veramente innovativo, un "Rinascimento" della profumeria artistica, una versione olfattiva della Primavera di Botticelli.Viene da immaginare l'odore di Lorenzo de' Medici e delle dame della sua corte: corpi giovani, lavati alle terme della Porretta e cospersi di acqua di rose, essenza d'iris distillata dai frati di Santa Maria Novella, il rosmarino dell'acqua della Regina D'Ungheria, magari qualche primo esperimento con il bergamotto e la lavanda, che avrebbe poi dato origine all'Acqua di Colonia. E poi ci sarà stato l'odore caldo dei cavalli, il profumo cuoiato delle pergamene nuove e quello degli antichi codici, recuperati dalle biblioteche dei conventi, un po' ammuffiti e intrisi d'incenso. E ci si sorprendeva per gli strani vapori di zolfo, salnitro e altre diavolerie usate dagli alchimisti, forse c'era anche qualche tentativo di distillare nuove essenze, portato avanti da un giovanotto originale che si chiamava Leonardo e veniva dal paese di Vinci .

Invece Acqua Fiorentina (nome probabilmente deciso da un esperto di marketing) è un banale fiorito fruttato, tipico della fine del secolo scorso (anni Novanta), innocuo, incapace di suscitare avversioni o passioni intense. Va bene come profumo estivo, per una ragazza che non vuole dare fastidio a nessuno ed è disposta a spendere 130 euro per qualcosa che può comprare a meno di un decimo.
Dewberry (***)del Body Shop, infatti, è un onesto olio fiorito e fruttato da 10 euro circa, che però, per un motivo che non ho ancora capito, a me trasmette molta più allegria ed energia. Forse è perché si apre con una nota molto gioiosa di frutti rossi e pompelmo. Forse è solo perché mi ricorda l'estate del 1990 che ho passato a Londra in totale libertà. O semplicemente, è la felicità di aver risparmiato 120 euro.
Senz'altro, Dewberry è stranamente memorabile. Qualche mese fa, ho ricevuto un sms da una ragazza che non vedevo da almeno quindici anni, Chiedeva: "Come si chiama quel profumo che usavi all'università? L'ho sentito su una tizia in metropolitana e mi è venuta voglia di comprarlo."
A qualcuno è mai accaduta una cosa simile, con una fragranza blasonata e costosa?
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lunedì 1 giugno 2009
Un reato (minore) di fragranza

Ve lo ricordate il profumo dei trucioli di matita? Il primo spruzzo di Feminitè du bois (****) è esattamente così: puro legno di cedro, stimolante e irresistibile. Quando si scalda sulla pelle, emergono note più dolci e avvolgenti: prugna, violetta, cannella e un fondo di muschio sensuale.
Purtroppo questo profumo da orgasmo olfattivo, in commercio da quasi vent'anni con il marchio Shiseido, è appena stato oggetto di un reato di fragranza. Il creatore Serge Lutens ha ritirato dal commercio la deliziosa bottiglia tutta curve e ha trasferito Feminitè du bois in una banalissimo flacone rettangolare, come gli altri profumi di Les Salons du Palais Royal. Il profumo in sè è stato modificato in maniera appena avvertibile: è lievemente più dolce e meno persistente, ma per accorgersene ci vogliono naso esperto e concentrazione. Per fortuna, entrambe le confezioni possono essere aperte e, quindi, in futuro, travaserò Fdb nella bella bottiglia originale e continuerò a utilizzarla.
Il rilancio è una mossa da vero ladro gentiluomo, che ha permesso a Lutens, anzi Lupin, di aumentare di colpo il prezzo da 52 a 82 euro, in linea con le altre fragranze della serie, risparminado pure sulla lavorazione del vetro. Naturalmente l'ha giustificata con classe, diffondendo uno splendido video,
in cui racconta (in francese, sottotitoli in inglese) che ora Feminité du bois, nella bottiglia rettangolare e trasparente, è nuda come un'imputata davanti al giudice. E lui si sente un giudice innamorato dell'imputata. Ma secondo me, in cuor suo si vede come Brad Pitt in Thelma e Louise: un irresistibile rapinatore.

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